“Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez
non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in
maniera diversa.” Diceva Freccia.
Io credo che per trovare un anno “bello” debba andare un po’
troppo indietro nel tempo, fino al 2010. Non il 2011, non il 2012, non di certo
il 2013 potrà essere bello. Dice mia cugina Alessandra, che sbaglia i titoli
dei film ma ogni tanto è saggia, che non è detto che non ci saranno altri anni
belli in maniera diversa. Ha ragione, lo so. E’ che adesso non so che sperare
per me né cosa augurare a voi. Solo la salute e lo so che sono banale. Ma hanno
ragione i vecchi detti: quando c’è la salute, c’è tutto.
E se invece voglio scavare un po’ di più e trovare un
desiderio, vi/mi auguro la serenità di un sonno senza incubi, il risveglio
senza stress, una colazione da Mulino Bianco, un pranzo gattopardiano, un
pomeriggio al mare con le persone con cui veramente vuoi stare, il caldo e il
calore, il freddo per chi come Agnese dice che vuole congelarsi e poi quando si
muore di freddo vuole andare a casa, le cene con gli amici, le risate in
famiglia a tavola, un nuovo primo appuntamento ogni sera (anche quando la
persona che abbiamo scelto per stare al nostro fianco è sempre la stessa), l’amore
prima di dormire, i viaggi, la musica e il cinema a tutto volume, il buio per
vedere le stelle e immaginarsi i contorni di quel che ci circonda, la luce per
illuminarci il cammino e farci risplendere i capelli, parrucchieri illuminati,
estetiste un po’ spietate, ombrelli chiusi per bagnarci di pioggia e di vento,
scarpe robuste per lunghe camminate, fazzolettini per salutare agli arrivederci
e non gli addii, città belle e pulite, lavori che ci piacciono e che ci
meritino, l'assertività che è la parola del giorno di mia sorella, il coraggio per rimanere soli e quello per tenere insieme una coppia.
E, quindi, nonostante tutto: buon 2013. E buona vigilia.
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