Alle primarie del centro-sinistra non ho votato: al primo turno, non avevo la tessera elettorale aggiornata e c'era una fila immensa che rimandava a un altro posto che rimandava... a casa, alla fine. Al secondo turno, non avevo la giustificazione dei genitori. Per le primarie dei parlamentari, non solo non avevo già votato ma non possedevo nemmeno la tessera del partito.
Mi sono rassegnata a non dare il mio contributo, si vede che non interessava poi troppo. Amen.
La voglia di votare alle primarie, però, mi è rimasta. E, quindi, adesso voto. Voto alle primarie della cultura, indette da un gruppo di giovani e appoggiate dal FAI – Fondo Ambiente Italiano. Cosa sono in concreto le primarie della cultura? Una consultazione popolare con lo scopo di promuovere - sul sito www.primariedellacultura.it - soluzioni concrete nell'ambito della cultura, del paesaggio, dell’ambiente (temi di cui il FAI si è sempre occupato). Chiunque può registrarsi e votare 3 tra i 15 temi selezionati in anticipo. I temi più votati saranno annunciati ufficialmente e presentati ai partiti e candidati delle prossime elezioni politiche di febbraio. Magari nessuno farà entrare questi temi nei programmi di governo, ma noi che ci perdiamo a votare?
Ah, per la cronaca, ecco i miei tre temi:
- DIRITTO ALLO STUDIO, DOVERE DI FINANZIARLO
- MENO ITALIALAND, PIU’ ITALIA: POLITICHE INTEGRATE PER IL TURISMO
- PIU’ START-UP PER TUTTI: VERE AGEVOLAZIONI PER I GIOVANI
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