I padri separati possono trovarsi in difficoltà. Altrettanto
può succedere alle madri. Ultimamente è diventato di moda stare dalla parte
degli uomini. Ok, non ho nulla in contrario. Ma i padri separati di “Posti in
piedi in Paradiso” (un film di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Pierfrancesco
Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti), a volerli guardare da un punto di
vista squisitamente femminile, la loro situazione se la meritano. Si
meriterebbero anche di peggio, quantomeno Favino e Giallini. Verdone fa storia
a sé: è uno di quei padri che paga uno sbaglio che forse tanto errore non è,
che si è ritrovato l’amore tutto contro. E’ un nostalgico: un uomo che ha
ancora un negozio di dischi nell’epoca degli mp3 e delle compilation scaricate
on line. Quando si ritrova in difficoltà, non chiede niente, dorme nel retro
del negozio. Poi incrocia questi altri due disperati e con loro prende in
affitto una casa che diventa lo starter per una serie di equivoci, avventure,
nuove conoscenze, improvvise consapevolezze.
Non è il Verdone migliore (e chi mi conosce, sa che per me i
livelli di “Compagni di scuola” non sono mai più stati raggiunti), ma è di
nuovo molto divertente e si ride senza volgarità, il che è cosa rara di questi
tempi.
Favino si conferma l’attore migliore in Italia (forse può
contendergli il primo gradino del podio solo Elio Germano) e se adesso ha
iniziato anche a fare film brillanti, non ce n’è più per nessuno.
Micaela Ramazzotti è fantastica, bella in modo impattante,
brava anche se (quasi) sempre nello stesso ruolo.
Andate a vederlo, una bella domenica pomeriggio. E’ proprio
quel tipo di film lì.
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